Talenti: cosa sono, quanto contano e come svilupparli

TalentiIntroduzione ai talenti

Tantissime persone, quando racconto di cosa mi occupo, mi chiedono numi sul tema dei talenti. Le domande che mi vengono poste sono le più svariate. Le riassumo qui di seguito in modo semplice, anche se nella realtà, quando si approfondisce questo tema, le domande possono essere molto più articolate:

  • Cosa significa avere talenti?
  • Sono fattori della persona sviluppabili?
  • Come si fa a capire quali talenti si posseggono?
  • I talenti ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi?

Le domande, come vi ho anticipato, potrebbero essere molte di più. Queste quattro sono le più ricorrenti e così provo a riassumere il mio punto di vista qui di seguito.

Cosa significa avere talenti?

Prima di rispondere a questa domanda, mi piacerebbe condividere con voi il significato della parola talento.
Ho scelto il dizionario della Garzanti Linguistica (http://www.garzantilinguistica.it/ricerca/?q=talento%202) per introdurvi alcune delle possibili definizioni ufficiali:

1. capacità innata, disposizione naturale: un ragazzo di talento; avere talento musicale, per la musica | persona geniale, dotata di grandi capacità: un talento della musica, del calcio

2. (non com.) disposizione, inclinazione dell’animo: seguire il proprio talento

3. (lett.) desiderio, volontà: dintorno mi guardò, come talento / avesse di veder s’altri era meco (DANTE Inf. X, 55-56)

Etimologia ← da talento 1, con evoluzione di sign. attrav. la parabola evangelica dei talenti (matteo xxv).

Anni fa, guardando qualche puntata di Peppa Pig (https://www.youtube.com/watch?v=4k0IEec05vk), mi colpì una interpretazione semplice di questa parola. La maestra disse ai bimbi che l’indomani sarebbe stata la giornata del talento e che ognuno di loro avrebbe dovuto mostrarne uno alla classe. I bimbi risposero chiedendo “Maestra, ma cosa è un talento?”. A questa domanda l’insegnante rispose in questo modo: “Hai talento quando ti piace fare una cosa e ti riesce bene”.
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Personalmente, trovo questa definizione molto interessante, perché combina sia l’aspetto dei risultati e delle capacità (ti riesce bene)  con l’aspetto emozionale (ti piace). Alcune persone, quando presento questo mio personale punto di vista (come tale assolutamente opinabile :)) mi hanno chiesto come questa definizione inglobi tutti quelle nostre capacità di cui non siamo consapevoli. Effettivamente, ci sono casi in cui so fare una cosa bene, ma non me ne sono mai accorto. Magari, perché nessuno me l’ha mai fatto notare, magari perché l’ho fatta sempre nel contesto sbagliato dove i risultati non erano visibilmente così chiari. Possiamo considerare queste capacità talenti?
Non so se esista una risposta giusta. Posso però esprimere il mio personale punto di vista. Parto da me. Non ho mai saputo scrivere. Perché mi è sempre stato detto che non ne ero capace. Avevo mille idee in testa e facevo fatica a dare loro un ordine organico. Poi, un giorno, verso i vent’anni, ho cominciato a vedere le stesse mie idee trasformarsi in sequenze di frasi e diventare un sistema organico.
Così, di punto in bianco, ho compreso l’importanza di avere una struttura in mente e tutto quello che avevano cercato di insegnarmi quando ero piccolo è diventato un mio talento. Cosa mi è servito per iniziare a vedere il cambiamento in me e per sviluppare questo talento che prima era nascosto sotto le mie paure?

Sbocciare

Sono fattori della persona che possono essere sviluppati?

Sicuramente, per comprendere che scrivere fosse un mio talento mi è servito un’esperienza di successo. Un momento, nella fattispecie, in cui scrivere potesse essere per me un’esperienza piacevole. Il fatto poi di trovare qualche lettore che percepisse come scorrevole e, magari divertente e addirittura creativo il mio stile di scrittura mi ha regalato uno slancio. Se ripenso al mio passato qualcuno me lo aveva già detto. Ma avevo subito pensato che stessero cercando di essere solo gentili. Lo slancio dovuto a questi lettori ha alimentato quel senso di sana rivalsa rispetto al senso di sconfitta che mi portavo dietro dai tempi del liceo e mi ha convinto che non fossi poi così incapace e che, forse, dietro quella confusione ci potesse essere un talento.
Questo incontro con un mio lettore esterno e, per certi versi, anche con un mio lettore interno (come spesso sottolineo, sono io stesso il mio più grande critico) è stato  un momento di consapevolezza che mi ha regalato una profonda gioia. Prima di quel momento, mi sentivo inadeguato ed ero convinto che scrivere non fosse per me. Da lì in avanti ho percepito la presenza di qualcosa, uno slancio creativo che finalmente prendeva forma.
Il talento era già presente o no? Io credo che le potenzialità esistessero, ma il talento si è formato e sviluppato nel momento stesso in cui è comparsa la reazione chimica fatta di piacere del fare, risultati buoni e profonda consapevolezza.

Mano, Lente D'Ingrandimento, Terra, Globo, Indagine

Come si fa a capire quali talenti si posseggono?

“Le persone hanno molte potenzialità”. Non so se questo assunto sia vero. Io lo credo vero e sono consapevole del fatto che questa credenza mi permette di vedere le persone oltre le loro azioni. Non sempre mi riesce, ma spesso accade. Vedo una proiezione delle loro potenzialità. Il mio lavoro di formatore e coach mi da la possibilità poi di sviluppare format esperienziali che servono proprio per dare spazio alle potenzialità al fine di trasformarle in talenti. Per dirla in modo semplice, quando, ad esempio, mi dedico all’ideazione di un percorso per venditori, creo diversi contesti di apprendimento in cui sia possibile tirar fuori le loro potenzialità in modo da riconoscerle, vederne gli effetti e fondarci il successivo sviluppo. Solo dopo questo primo momento di scoperta, vado verso il perfezionamento delle tecniche.

Non tutto è facile e immediato. Anzi. A volte servono diverse prove perché venga fuori una potenzialità. A volte la persona non trova piacevole averla. Anzi le è stato insegnato che è sbagliata e che è meglio cancellarla o utilizzarla solo in un certo modo. Conosco persone che hanno fatto musica fin da piccoli. Hanno sviluppato capacità incredibili. Ma non sono riusciti a trasformarle in talento, perché quel percorso era stato trasformato in un lavoro da chi aveva insegnato loro il mestiere, l’arte.

Per liberarsi da quelle catene o dalle corde del piano, alcune di esse hanno avuto bisogno di abbandonare il percorso, rinnegare la loro stessa arte. Solo successivamente sono riuscite a farla rinascere in un altro spazio, dove il terreno risultava più fertile. Abbiamo perso un pianista professionista e abbiamo trovato un maestro zen capace di far diventare la musica una forma di meditazionerilassamento.

Ci sono persone a cui è stato detto che ridere è da stupidi. E per quanto tu possa fotografare la bellezza del loro sorriso, quella sensazione di stupidità non sempre potrà essere cancellata. Ma quando un bel gruppo di persone accoglie quel sorriso con dolcezza, la trasformazione chimica di passione + risultati + consapevolezza può avvenire. Il numero di persone o l’autorevolezza della persona che riconosce le nostre possibilità possono fare molto.

L’effetto che mi stupisce di più è l’aumento in termini di risultati che la persona riesce a raggiungere nel breve periodo. Il solo essere consapevoli della bellezza del proprio sorriso (autentico) fa aumentare vendite di un reparto e qualità delle risposte all’interno di un’attività di customer care.

Tra l’altro sono tantissimitalenti potenziali che osservo nelle persone e che spesso vengono trascurati perché manca la consapevolezza di ciò che quel talento può produrre in loro in termini di risultati e di piacere personale:

  • Empatia
  • Tecniche di presentazione
  • Leadership
  • Musica
  • Fotografia
  • Scrivere
  • Disegnare
  • Emozionarsi
  • Gestire lo stress

Scoprire i propri talenti è un arte che si impara grazie alla curiosità di andare oltre le apparenze. Oltre le difese personali. Oltre l’aggressività con cui le persone difendono la propria stabilità. Non è facile ammettere di avere avuto una potenzialità e di non averla sfruttata. Eppure scoprire talenti può essere bello anche in tarda età, magari non ci porteranno vantaggi economici e sociali personali.

Magari saremo solo esempi per le generazioni future, che saranno così più capaci rispetto a noi di tesaurizzare “i doni di Dio” e sviluppare sempre più strumenti per vivere in realtà sempre più complesse, dove non basterà più avere un talento, ma sarà necessario avere un kit di talenti in continua evoluzione.

Segno Di Città, Strada, Utile, Uso, Utilità, Inutile

I talenti ci permettono di raggiungere i nostri obiettivi?

I talenti di cui ho parlato possono diventare delle abili scale per superare gli ostacoli che affrontiamo e raggiungere gli obiettivi che ci mettiamo in testa. Spesso alla parola obiettivi viene attribuito un valore aziendale o economico. In questo caso, vorrei sottolineare invece il fatto che i talenti possono permetterci soprattutto di viaggiare verso gli obiettivi, divertendoci, godendoci tutte le tappe.

Quando uno ama viaggiare, non importa quale meta raggiungerà. Sarà comunque felice e soddisfatto di aver percorso quella strada, di aver affrontato quella sfida. Se gli obiettivi fissati sono ambiziosi, esiste sempre la possibilità di non raggiungere i risultati. Ma se vengono utilizzati i talenti, l’impegno non verrà mai a mancare.

Io credo che i talenti servano proprio a questo a costruire un mondo dove lavorare sarà sempre meno faticoso e dove gli obiettivi saranno solo uno degli indicatori di qualità del viaggio. Voi che ne pensate? 

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