Enneagramma al cubo

“La verità era uno specchio che cadendo dal cielo si ruppe.

Ciascuno ne raccolse un pezzo e vedendo in esso riflessa la

propria immagine, credette di possedere l’intera verità.”

Jalāl ad-Dīn Rūmī

Abstract

L’articolo esplora l’importanza dell’Enneagramma, un sistema antico di classificazione delle personalità che non solo descrive i tratti distintivi di nove tipi di personalità, ma fornisce anche gli strumenti per comprendere le motivazioni profonde che guidano il comportamento umano.

Descritto come una mappa, l’Enneagramma aiuta a navigare le complesse dinamiche della vita quotidiana. L’articolo sottolinea come, in un mondo che valorizza le risposte rapide, sia cruciale prendersi il tempo per esplorare le profondità del proprio essere per una maggiore autenticità e significato.

L’Enneagramma offre una chiave per comprendere non solo i comportamenti, ma anche le reazioni emotive e i conflitti interni, facilitando la comprensione interpersonale e promuovendo relazioni più empatiche e tolleranti.

Inoltre, esso fornisce un percorso di crescita personale e resilienza, trasformando le sfide in opportunità di apprendimento, e invitando ogni individuo a un viaggio di scoperta interiore per una vita più piena e autentica.

Introduzione

Oggi, vorrei parlarvi di 3 libri che mi hanno colpito molto nell’approfondire il tema dell’enneagramma. Si tratta di un modello che permette di approfondire le proprie modalità di interazione con il mondo e pertanto può essere molto utile per iniziare un percorso di evoluzione personale.

Per quanto nel passato abbia letto altri libri sul tema, attraverso queste tre opere ho scoperto alcuni dettagli che non avevo mai colto. Forse, in quest’occasione mi sentivo più pronto anche io ad approfondire dinamiche mie interne che in passato non avevo inconsapevolmente voglia di toccare.

Ricordo con molto piacere e stupore l’inizio di questo viaggio, perché è legato a una persona che mi ha scritto un messaggio whatsapp, dicendomi che aver scoperto il proprio enneagramma l’aveva turbata parecchio. E mi chiedeva inoltre cosa ne pensassi degli enneagrammi …

Partiamo da un presupposto, è una persona che stimo e che conosco sufficientemente bene da considerare un partner di letture e approfondimenti tematici sempre intriganti, di quelle che non si trovano facilmente lungo la strada. Questo mi ha fatto scattare subito una molla dentro.

Ho iniziato a ripercorrere nella mente ciò che sapevo e ciò che mi avesse colpito nel passato. Mi ricordo di essermi posto anche io la domanda: “Quale Enneagramma mi rappresenta davvero? Sono davvero io?”.

Parliamo di tantissimi anni fa, avevo credo ventisette anni e nella mia testa di trainer con soli pochi anni di esperienza all’interno di un’azienda grande, sentivo di essere un 3. “Ma ero davvero un 3? Oggi sono ancora un 3? Faccio cose da 3? Sento cose da 3?”.

Ecco come sono rientrato nel loop della lettura di questi libri. Volevo uscirne con una risposta netta e precisa. Volevo rispondere al Brucaliffo quando chiede ad Alice nel paese delle meraviglie: “Chi essere tu?” in modo sicuro e netto. Bene, non vi svelerò nulla fino alla fine, ma il viaggio è cominciato proprio così.

 Sono partito così dal leggere “I nove abitanti della terra” di Luca Giorgetti. Mi ha incuriosito la sua modalità di scrittura. Già dall’introduzione si capisce che è un libro molto aneddotico. Infatti, mi ha subito fatto entrare nell’approccio con cui Ivanovič Gurdjieff elabora il tema.

Enneagramma, i 9 abitanti della terra

Gurdjieff, lo vedremo meglio nell’introduzione all’enneagramma, è uno dei maggiori divulgatori di questo modello interpretativo delle personalità e ne rappresenta credo il principale responsabile della sua grande diffusione in occidente.

Gurdjieff tratta dell’approccio alla crescita personale e alla trasformazione tramite una scuola di vita non convenzionale, dove le persone sono chiamate a riconoscere e superare i propri limiti o “idiotismi” personali in un contesto che usa termini umoristici e provocatori come parte del processo di apprendimento.

Mi sono effettivamente sentito un po’ idiota in qualche momento della vita anche io e sapere che non sempre essere idioti è male mi ha fatto un po’ sorridere.

Gurdjieff utilizza il termine “idiota” in un modo peculiare, però, riferendosi a una persona che è autenticamente se stessa e che sembra un “folle” solo per coloro che sono immersi nelle illusioni del mondo.

L’uso del termine mira a spingere gli individui a una riflessione profonda su chi sono veramente, al di là delle maschere sociali, quegli stereotipi che ci attacchiamo addosso per essere compresi dal nostro gruppo di appartenenza.

Luca Giorgetti poi introduce anche un personaggio di nome Mullah Nasreddin, noto per le sue storie che mescolano saggezza e humor. Questo personaggio accompagna la lettura, aggiungendo un po’ di sano umorismo e aiuta i lettori a vedere oltre le apparenze e le convenzioni sociali in modo simpatico.

L’utilizzo delle parabole di Nasreddin è inteso come un metodo per facilitare l’apprendimento e la riflessione personale attraverso esempi vivaci e a volte paradossali, che invitano a una maggiore auto-osservazione e autoconsapevolezza.

In questo contesto, simpatico e profondo, l’Enneagramma delle Personalità viene presentato come uno strumento per esplorare più a fondo le dinamiche interne e comportamentali di una persona, non tanto in termini psicologici quanto meccanici, ossia come una serie di pattern reattivi ai quali siamo solitamente inconsapevoli.

Attraverso l’osservazione di questi schemi, l’individuo è invitato a riconoscere come le proprie reazioni automatiche influenzino la propria vita e come, attraverso la consapevolezza e la non-azione riflessiva, possa avvenire un cambiamento autentico e profondo.

Si tratta di un modo molto pratico per interrompere i propri moduli comportamentali reattivi che ci condizionano più di quanto siamo consapevoli. Luca Giorgetti poi sottolinea quanto sia importante raggiungere una comprensione onesta e imparziale di sé per permettere un cambiamento genuino.

Ci mette così in guardia contro l’autoinganno e l’importanza di utilizzare il feedback esterno come unico specchio per una visione più chiara di sé stessi. Questo processo di auto-riconoscimento e osservazione è visto come il primo passo fondamentale per liberarsi dalle catene dei comportamenti automatici e per vivere una vita più consapevole e autentica.

Leggendolo e provando il test che è inserito nel libro sono stato catapultato tra un 2 e un 7 come un flipper. Il 7 prevaleva, ma per certi aspetti non mi ci ritrovavo in modo così calzante. E il mio 3 poi dove era finito? In tutti i libri, si sottolinea che l’essenza del nostro essere è come un diamante …

È per sempre! Mentre le maschere di personalità che ci mettiamo addosso sono ammortizzatori che ci servono per allinearci con le aspettative che ci vengono attaccate addosso da quando siamo piccini. Quindi, “dove che numero può rappresentare la mia essenza? Quale la mia personalità?””

Qui è iniziato il mio primo momento di grande confusione.

Provo a fare un passo indietro nella viaggio e provo a sintetizzare la storia dell’Enneagramma, in modo da comprenderne l’inquadramento teorico. Altrimenti, sembra solo che io stia dando dei numeri. Cosa che a volte effettivamente succede.

Storia dell’Enneagramma

La storia dell’enneagramma è strettamente collegata alla figura di G.I. Gurdjieff, un mistico e insegnante spirituale nato in Armenia verso la fine del XIX secolo. Dopo aver viaggiato in Oriente per circa vent’anni alla ricerca della “conoscenza oggettiva” nei monasteri e tra saggi custodi di antiche saggezze, Gurdjieff introduce l’enneagramma al mondo occidentale.

Nonostante l’importanza di questo simbolo nel suo insegnamento, non vi è molta menzione diretta nei suoi scritti. Tuttavia, è noto, grazie ai suoi insegnamenti tramandati per via orale, che utilizzava l’enneagramma in combinazione con la musica e la danza per trasmettere le sue idee, specialmente attraverso i “Movimenti di Gurdjieff” che simboleggiano le leggi dell’universo.

Il libro di P.D. Ouspensky, “Frammenti di un insegnamento sconosciuto”, offre una trattazione più dettagliata e accessibile degli insegnamenti di Gurdjieff, compresa la sua interpretazione dell’enneagramma come rappresentazione delle leggi universali.

Questo simbolo non riguardava originariamente la personalità, come è comunemente interpretato oggi. La sua struttura geometrica, che include un cerchio, un triangolo e un esagono interconnessi, si basa su calcoli matematici che illustrano la “Legge del Sette” e la “Legge del Tre”, due principi fondamentali per la comprensione dell’universo secondo Gurdjieff.

La moderna Enneagramma delle Personalità, che aiuta a classificare le persone in nove tipi basati sui tratti caratteriali, è stata sviluppata molto dopo da Oscar Ichazo e Claudio Naranjo. Questi studiosi hanno trasformato l’uso dell’enneagramma da strumento esoterico a metodo psicologico di comprensione della personalità, rendendolo popolare nel tardo XX secolo.

La struttura geometrica dell’enneagramma è determinata anche da una serie di calcoli matematici interessanti che coinvolgono la divisione di numeri per sette. Ecco come funzionano questi calcoli e come influenzano la forma dell’enneagramma.

Calcoli delle Divisioni:

La costruzione inizia dividendo numeri interi per sette:

1/7 = 0.14285714285

2/7 = 0.28571428571

3/7 = 0.42857142857

4/7 = 0.57142857142

5/7 = 0.71428571428

6/7 = 0.85714285714

Formazione dell’Esagono (Esade): Questi risultati rappresentano una sequenza che si ripete, e quando vengono applicati geometricamente, formano l’esagono dentro il cerchio dell’enneagramma. I numeri ottenuti dalle divisioni indicano i punti da connettere sulla circonferenza, che è numerata da 1 a 9, per formare l’esagono.

Triangolo Interno: Osservando i risultati delle divisioni, si nota che le cifre 3, 6 e 9 non compaiono nei risultati. Collegando i punti 3, 6 e 9 sulla circonferenza si forma il triangolo interno dell’enneagramma. Questo triangolo rappresenta la “Legge del Tre”, che è una delle due leggi fondamentali secondo Gurdjieff, l’altra essendo la “Legge del Sette” rappresentata dall’esagono.

Questi elementi geometrici — il cerchio, l’esagono e il triangolo — sono non solo esteticamente significativi ma anche simbolici, rappresentando le leggi cosmiche e universali che, secondo Gurdjieff, governano tutto il mondo manifesto.

Nel contesto dell’enneagramma, queste leggi e la loro rappresentazione numerica e geometrica offrono una mappa per interpretare la complessità dell’universo e dell’esistenza umana.

Ora che ne conosciamo la storia, possiamo immergerci anche nel secondo libro: Il metodo enneagramma di Ian Morgan Cron e Suzanne Stabile. È scritto da un prete episcopale, psicoterapeuta e scrittore e da una rinomata insegnante di enneagramma.

Il metodo enneagramma

Nel libro, gli autori descrivono come, durante l’infanzia, tendiamo a sviluppare una “maschera” chiamata personalità per proteggerci da dolore e insicurezze, adottando strategie di coping, di ammortizzazione, che finiscono per definire il nostro modo di interagire con il mondo.

Tuttavia, questo adattamento può distorcere o nascondere il nostro vero sé. Infatti, raccontano moltissimi aneddoti personali e non in cui errori illustrano come le decisioni possono essere prese senza il coinvolgimento della corteccia prefrontale dorsolaterale, l’area del cervello legata al processo decisionale razionale.

Perché accade? Perché dentro di noi ci sono tante parti che teniamo nascoste e vengono fuori a un certo punto stupendoci. In questo modo, viene evidenziato il contrasto tra la personalità esteriore e il vero io interiore, mostrando come spesso ci identifichiamo troppo con le maschere che indossiamo.

Così, però, ci perdiamo l’essenza del nostro vero io. Quello che batte nel nostro cuore e che può liberarci dalle catene in cui siamo finiti, dalle infinite ammortizzazioni che ci rendono giusti verso il mondo, ma non troppo giusti per noi stessi.

L’Enneagramma, ricordiamolo, categorizza nove tipi di personalità principali, ognuno con motivazioni, paure e desideri distinti che influenzano comportamenti e interazioni. Conoscere il proprio tipo di Enneagramma può non solo offrire intuizioni sulla propria personalità ma anche suggerire vie di sviluppo personale e spirituale.

Viene anche spiegato come l’Enneagramma possa rivelare la presenza in noi di “peccati capitali” che fuggiamo e di passioni che ciascun tipo deve o può perseguire per stare meglio, suggerendo che la consapevolezza di queste tendenze possa guidare verso una maggiore crescita personale (e spirituale) per riuscire a vivere una vita autentica.

Ecco forse perché entrare così all’interno di questo approccio può scatenare dubbi, mettere a soqquadro le nostre sicurezze.

Entriamo in una sintesi descrittiva di ogni tipo di Enneagramma, che personalmente mi ha fatto riflettere molto. Ho provato a inserire qui tutti gli elementi che entrano principalmente in gioco, quali i peccati capitali e le paure che tendono a motivare i loro comportamenti:

Tipo Uno – Il Perfezionista

  • Motivazione: Essere etici, organizzati e sotto controllo; desiderio di migliorare il mondo.
  • Paura: Di essere corrotti, imperfetti o di commettere errori.
  • Peccato Capitale: Ira, espressa come risentimento che covano per non riuscire a raggiungere i propri standard irraggiungibili.

Tipo Due – L’Aiutante

  • Motivazione: Essere amati e sentirsi necessari; desiderio di soddisfare i bisogni altrui.
  • Paura: Di essere indesiderati o di non essere amati.
  • Peccato Capitale: Superbia, manifestata nel credere di conoscere i bisogni altrui meglio di chiunque altro e di essere indispensabili.

Tipo Tre – Il Realizzatore

  • Motivazione: Avere successo, essere efficaci, efficienti e ottenere approvazione.
  • Paura: Del fallimento e di essere inutile.
  • Peccato Capitale: Inganno, incline a presentarsi meglio di come sono veramente per mantenere l’immagine di successo.

Tipo Quattro – Il Romantico

  • Motivazione: Essere unici, speciali e autentici; esprimere i propri sentimenti interni.
  • Paura: Di non avere identità o significato personale.
  • Peccato Capitale: Invidia, percependo che agli altri manca qualcosa che loro possiedono.

Tipo Cinque – L’Investigatore

  • Motivazione: Accumulare conoscenza, essere autosufficienti e capire l’ambiente intorno a loro.
  • Paura: Dell’incompetenza e dell’incapacità di affrontare il mondo.
  • Peccato Capitale: Avarizia, che si manifesta come un ritiro dalla vita per proteggere la propria energia e risorse.

Tipo Sei – Il Fedele

  • Motivazione: Essere sicuri e supportati; cercare sicurezza.
  • Paura: Di essere senza supporto e guida.
  • Peccato Capitale: Paura, che li porta a essere eccessivamente preoccupati per la sicurezza e a dubitare costantemente.

Tipo Sette – L’Entusiasta

  • Motivazione: Essere felici, pianificare attività stimolanti, evitare il dolore.
  • Paura: Del dolore, della sofferenza e del limite.
  • Peccato Capitale: Gola, desiderando un flusso costante di nuove esperienze e piaceri per evitare il dolore.

Tipo Otto – Lo Sfidante

  • Motivazione: Essere indipendenti e proteggere se stessi e gli altri.
  • Paura: Di essere vulnerabili o controllati.
  • Peccato Capitale: Lussuria, cercando intensità in tutte le aree della vita, spesso manifestandosi in comportamenti dominanti e aggressivi.

Tipo Nove – Il Pacificatore

  • Motivazione: Mantenere la pace interna ed esterna, armonizzare l’ambiente.
  • Paura: Del conflitto e della tensione, del disconnessione.
  • Peccato Capitale: Accidia, manifestandosi come disattenzione alle proprie priorità e desideri, evitando conflitti per mantenere la pace.

Ora, magari è possibile che vi siate ritrovati in questi 9 profili, anche se brevemente descritti, ma talvolta è più difficile di così, anche perché ci sono delle importanti dinamiche da dover tenere in considerazione che spostano il nostro profilo in più direzioni.

Per comprendere bene queste dinamiche, Ian e Suzanne ci introducono al mondo delle Ali e delle Frecce. Non sapevate di avere Ali e Frecce? Ora lo sapete, siete un po’ come cupido!

A parte le battute, gli effetti delle “ali” e delle “frecce” (o linee di connessione) giocano ruoli cruciali nella comprensione della dinamica delle personalità. Qui provo a sintetizzare quanto ho capito e a darvi quindi ulteriori chiavi di lettura per comprendere chi potreste essere.

Ali dell’Enneagramma

Le “ali” sono i numeri situati ai lati del tipo principale di Enneagramma di una persona, sulla figura geometrica dell’Enneagramma. Per esempio, se io fossi per caso un 2, avrei come ali 1 e 3 che potrebbero influenzare il mio comportamento.

Infatti, le ali possono influenzare, moderare o addirittura potenziare alcune caratteristiche del tipo principale. Una persona può avere una ala predominante o essere influenzata in modo equilibrato da entrambe le ali. Alcune ali ci portano verso l’estroversione, mentre altre verso l’introversione.

Riprendendo l’esempio di me stesso come possibile 2, l’ala 1 mi porterebbe verso l’introversione (aumento dell’effetto di regole interne da presidiare, per essere perfetto), mentre l’ala 3 mi avvicinerebbe all’estroversione, perché prenderei a prestito l’energia del 3 per far accadere le cose e raggiungere risultati.

Frecce dell’Enneagramma

Le frecce indicano, invece, le linee di stress e sicurezza (o crescita) e mostrano come una persona può manifestare tratti di altri tipi in condizioni di stress o di benessere. Queste connessioni dinamiche offrono un’immagine più complessa di come la personalità di una persona può cambiare in risposta a diverse circostanze:

Sotto Stress: Quando una persona è sotto pressione o si trova in una situazione difficile, può “muoversi” lungo la freccia verso un altro tipo e manifestare alcuni dei comportamenti meno sani di quel tipo. Tornando al mio esempio, io come 2 potrei andare sotto stress, prendendo a prestito le caratteristiche dell’8, un numero che rappresenta l’azione immediata, viscerale, spesso aggressiva.

In situazioni di Sicurezza: Quando una persona si sente sicura e stabile, può mostrare alcuni dei tratti positivi di un tipo collegato da un’altra freccia, spesso indicativo di crescita personale. Sempre tornando al mio caso, il mio potenziale 2, potrei in sicurezza entrare nelle caratteristiche del 4 (nella parte bella.

Questi movimenti tra i tipi mostrano la fluidità e dinamicità del sistema dell’Enneagramma e come esso possa essere utilizzato per comprendere meglio le risposte delle persone a varie situazioni, nonché per promuovere la crescita personale e la comprensione attraverso la consapevolezza di queste dinamiche.

Bene, facile no ora identificarsi? Non ancora, mi rendo conto, ma la nostra essenza e le personalità che ci installiamo sopra sono davvero un fenomeno complesso da approfondire. E leggere questi libri può aggiungere delle interessanti lenti alla nostra personale consapevolezza sul perché delle nostre azioni, dei nostri pensieri e delle nostre emozioni.

Ma … Non è tutto. Non possiamo dimenticare anche l’effetto della presenza di sottotipi.

Sottotipi

I sottotipi, o istinti, nei diversi libri è raccontato, aiutano a spiegare le variazioni individuali all’interno di ciascun tipo e forniscono una spiegazione più dettagliata di come differenti persone dello stesso tipo possano comportarsi in maniere diverse.

Qui provo una breve sintesi per dare un’idea delle 3 tipologie di sottotipi presenti in diversa percentuale in ciascuno di noi:

Autoconservativo o chiamato stabilità (Centro Istintivo)

  • Focus: Le funzioni fisiologiche e di sopravvivenza.
  • Caratteristiche: Questo sottotipo è particolarmente sensibile ai propri bisogni primari, con un’enfasi su comfort, benessere, e sopravvivenza materiale.
  • Origine Biologica: La necessità di autoconservazione è radicata nell’istinto di sopravvivenza che tutti gli esseri viventi possiedono. È legato alla gestione delle risorse, come cibo, riparo e sicurezza, elementi essenziali per la sopravvivenza fisica.
  • Influenze Ambientali: Uno sviluppo enfatico del sottotipo autoconservativo può derivare da esperienze di vita in cui la sicurezza fisica o le risorse erano incerte o minacciate, spingendo l’individuo a focalizzarsi maggiormente su questi aspetti. Spesso questo sottotipo è associato a persone vicine che sono mancate o sono sparite dalla propria vita prematuramente.

Sessuale o interpersonale (Centro Sessuale)

  • Focus: L’intensità dell’esperienza e la profondità delle relazioni.
  • Caratteristiche: Individui di questo sottotipo vivono la vita con un atteggiamento esplorativo e preferiscono relazioni intense e profonde, sia in termini amorosi che amicali. Si annoiano facilmente in assenza di stimoli intensi.
  • Origine Biologica: Questo istinto è collegato non solo alla riproduzione ma anche al desiderio di formare legami intensi e significativi con specifici individui, che possono o non possono essere di natura romantica.
  • Influenze Ambientali: Lo sviluppo di un sottotipo sessuale può essere stimolato da un ambiente in cui le relazioni intime sono particolarmente valorizzate o necessarie per l’ottenimento di sicurezza emotiva o fisica.

Sociale (Centro Motorio)

  • Focus: L’interazione con l’ambiente e la società.
  • Caratteristiche: Questo sottotipo è attento alle strutture sociali e gerarchiche e desidera sentirsi accettato e utile. È sensibile a come viene percepito all’interno del gruppo e ha un forte desiderio di contribuire alla comunità.
  • Origine Biologica: L’istinto sociale è correlato al bisogno degli esseri umani di appartenere a un gruppo. Questo istinto facilita comportamenti che migliorano la coesione e la stabilità del gruppo, elementi vantaggiosi per la sopravvivenza collettiva.
  • Influenze Ambientali: Gli individui che crescono in ambienti dove la dinamica di gruppo, il riconoscimento sociale o la posizione gerarchica sono importanti possono sviluppare un sottotipo sociale più marcato. Ciò è spesso rinforzato dalla necessità di navigare complesse strutture sociali o di trovare il proprio ruolo all’interno di comunità più ampie.

Il comportamento relativo a ciascun sottotipo può variare a seconda dell’enneatipo principale, mentre l’enneatipo rimane costante per tutta la vita di una persona, il sottotipo può cambiare, spesso in risposta a eventi significativi. Questo sposta l’attenzione e le preoccupazioni da un centro a un altro.

Inoltre, ogni sottotipo è associato a una parola chiave e a un controtipo, che rappresenta un modello comportamentale che non si conforma completamente alle caratteristiche standard del sottotipo, pur mantenendo le stesse motivazioni di base.

Questo ulteriore livello di dettaglio aiuta a spiegare la complessità e la diversità delle espressioni comportamentali all’interno di un singolo tipo di Enneagramma.

A questo punto posso chiudere con le ultime riflessioni che partono dall’ultimo libro che ho atto: L’enneagramma per tutti di Maurizio Cusani.

L’enneagramma per tutti

Molte parti del libro coincidono con quelle raccontate negli altri due libri. Questo libro, però, mi ha stupito per la cura nelle descrizioni analitiche di ciascun profilo (che però vi lascerò scoprire ove deciderete di leggerlo) e per la capacità di metterci in guardia rispetto alla complessità della lettura dei nostri e altrui enneatipi.

Proprio nella prima parte del libro, infatti, ci racconta che a volte vediamo un 7 o ci sentiamo 7, ma nella realtà, siamo un 2 che ha un’ala 3 o un 3 con un’ala due che nella dinamica comportamentale assomigliano tantissimo a un 7. I comportamenti a volte non ci aiutano a capire chi siamo.

Sono le motivazioni, le paure, le passioni a rivelarci la sostanza di chi siamo realmente.

Qui di seguito, vi segnalo tutte le principali errate interpretazioni che possono essere fatte osservando esclusivamente i comportamenti:

  • un 1 Ala 2 (Ala estroversa) e un 2 Ala 1 (Ala introversa) presentano caratteristiche del 6
  • un 2 Ala 3 (Ala estroversa) e un 3 Ala 2 (Ala estroversa) presentano caratteristiche del 7;
  • un 3 Ala 4 (Ala introversa) e un 4 Ala 3 (Ala estroversa) presentano caratteristiche dell’8;
  • un 4 Ala 5 (Ala introversa) e un 5 Ala 4 (Ala introversa) presentano caratteristiche del 9;
  • un 5 Ala 6 (Ala estroversa) e un 6 Ala 5 (Ala introversa) presentano caratteristiche dell’1;
  • un 6 Ala 7 (Ala estroversa) e un 7 Ala 6 (Ala introversa) presentano caratteristiche del 2;
  • un 7 Ala 8 (Ala estroversa) e un 8 Ala 7 (Ala estroversa) presentano caratteristiche del 3;
  • un 8 Ala 9 (Ala introversa) e un 9 Ala 8 (Ala estroversa) presentano caratteristiche del 4;
  • un 9 Ala 1 (Ala introversa) e un 1 Ala 9 (Ala introversa) presentano caratteristiche del 5.

Cosa mi porto a casa

È difficile tirare le fila di un articolo così lungo e complesso. Credo che descriva bene il percorso individuale che ho personalmente fatto approfondendo un tema molto affascinante attraverso tre libri incredibilmente potenti per motivi differenti.

Scoprire chi siamo non è semplice. A questo punto vi domanderete se ci sono arrivato. La risposta è ancora no, sono ancora alla ricerca. Forse sono di essenza 2, con un ala 3 e assomiglio molto a un 7 per i comportamenti.

Le persone mi descrivono allegro ed entusiasta. Ma dentro ho tante fragilità e sento il bisogno in molte occasioni di risolvere i bisogni degli altri prima dei miei. Sapendolo ho adottato tanti correttivi per non rimanere strozzato dal mio stesso meccanismo. Ma … I risultati sono quelli che davvero voglio? Rappresentano la mia vera essenza? Ancora non ci sono arrivato. Spero di poter continuare ad approfondire in seguito e di avere in futuro una risposta più precisa.

Per ora mi “accontento” del super viaggio al centro del mio me che ho fatto e ringrazio quella persona che mi ha lanciato questo guanto di sfida che ci ha permesso di conoscerci personalmente meglio e di scoprire parti di noi di cui non avevamo forse idea.

Spero che anche a voi faccia questo effetto e vi restituisca una fotografia speciale che rappresenta il bambino e la bambina che camminano nel vostro cuore. Sarebbe bello averne una foto per dedicare dei momenti dell’anno per dare loro spazio ritornandoci amorevolmente in contatto.

Fatemi sapere se e come iniziate il viaggio e soprattutto cosa scoprirete.

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