Formazione esperienziale: dai che sei una spada!

Bottagisio Sport CenterFormazione esperienziale e scherma

Cosa lega la formazione esperienziale e la scherma? Può una spada insegnare qualcosa al di fuori della pedana dove vengono sferrati i colpi? Può un campione olimpico fare coaching a un manager o a un venditore?

Circa tre anni fa, Giorgio (storia reale con nome fittizio), un amico mio, nonché cliente, mi raccontò un fatto che mi fece guardare alla scherma in modo nuovo.  Ogni tanto mi capita di chiacchierare a pranzo di figli e educazione. Quel giorno gli chiesi semplicemente “Come sta Elena? Come sta andando la scuola?”.

La risposta che mi diede mi incuriosì. Elena, tempo prima, aveva dimostrato un po’ di difficoltà sia nello stare attenta in classe e sia nel fare i compiti a casa. I genitori, per questa ragione, avevano cercato di aiutarla supportandola in svariati modi. Tutto però non sembrava funzionare, finché non iniziò a praticare scherma.

Una scelta che Elena prese esclusivamente per sperimentare un’attività alternativa rispetto ai classici sport per ragazzine di dieci anni. Nessuno aveva previsto un effetto collaterale come quello che  Giorgio mi condivise in quell’occasione.

Era già un anno che Elena praticava quello sport e alcune dinamiche della sua vita erano di molto cambiate. La disciplina, la concentrazione e la responsabilità con cui affrontava ogni sfida in pedana si trasformava immancabilmente in un cambiamento nella sua vita personale sia a casa sia a scuola. Elena in modo quasi sorprendente era cambiata, si era evoluta. E la scherma per Giorgio era stata il luogo della trasformazione. Fu in quel momento che ebbi una visione…

La scherma può essere davvero luogo dove apprendere e sviluppare competenze?

Pronti partenza... posizione!

Pronti partenza… posizione!

La scherma al centro

Questo aneddoto mi fece riflettere. Non avevo mai pensato alla scherma come metafora esperienziale. Ho utilizzato diverse forme di sport e tantissimi giochi. Dal tiro con l’arco alla barca a vela passando per la palla a volo, il rugby, orienteering e il geoaching. Chi più ne ha più ne metta. Eppure la scherma non era mai entrata nei miei pensieri prima di allora.

La serendipity, piacevole coincidenza, come sempre, quando vuole, fa tutto il resto.

Quasi per caso, dopo un anno dalla conversazione con Giorgio, mi sono imbattuto nel Bottagisio Sport Center (http://www.bottagisio.it/). Tutto ciò grazie a Edoardo Busala, un mio caro amico che da oltre due anni collabora al suo interno. Stiamo parlando del centro nuovissimo che costeggia l’Adige, dove si allenano le giovanili e la primavera del Chievo Calcio e, soprattutto, dei fortissimi schermidori (dove tra l’altro l’anno prossimo verrà organizzato il mondiale under 20)

Quale luogo se non questo per rendere reale quella visione che avevo avuto?

Concentrazione e scherma

Concentrazione e scherma

Learning by “Scherming”

Tutto ciò poteva sembrare solo un caso. Per essere certi della reale fattibilità della metafora formativa serviva una prova pratica e avevo bisogno di un team che volesse costruire con me l’intera pièce d’apprendimento. Anche in questo caso, il fato ha voluto che le cose andassero tutte per il verso migliore.

Da un lato, Davide Penati e Fabio Iseppato, due miei colleghi di Verona, hanno fin dal principio colto l’opportunità di co-ideare con me la metafora dal punto di vista dei concetti da trasferire durante l’evento. In sostanza, ispirati dagli apprendimenti di Elena, vedevamo nella scherma un ottimo luogo dove allenare l’intelligenza emotiva.

Dall’altro lato, Maddalena, l’allenatrice di scherma, e Corrado, il direttore del centro, al primo incontro, si sono appassionati all’idea di integrare le loro competenze tecniche mixandole con le nostre, cosiddette trasversali (ossia applicabili a diversi ambiti). Il tutto donandoci il loro tempo e fornendoci tutto il supporto possibile, soprattutto nella fase di progettazione dei momenti formativi. Maddalena, dopo aver toccato con mano il modello di Six Seconds e aver compreso il tipo di insight che volevamo far nascere all’interno dell’evento, ci ha regalato un percorso fatto di 3 passaggi fondamentali:

  • 1 primo momento di comprensione e sperimentazione della postura, della posizione e dei momenti che permetto la difesa e l’affondo
  • 1 secondo momento di sperimentazione del tipo di riflessi da allenare e le strategie da adottare per vincere durante la sfida (tra l’altro momento anche molto divertente)
  • 1 terzo momento di reale messa in campo di quanto appreso in un vero e proprio duello (è mancato solo il lanci dei guanti della sfida)

Scherma e intelligenza emotiva

Venerdì scorso, 26 maggio 2017, abbiamo realizzato la visione e abbiamo scoperto che quanto immaginato aveva ancora più potenzialità di quante ne avevamo pensate durante gli incontri preparatori. All’evento, infatti, hanno partecipato oltre al nostro trio di formatori esperienziali (Fabio, Davide e io), anche Maddalena e due suoi colleghi: il preparatore del Chievo Calcio Romeo Nero e Alfredo Rota, ex campione olimpico con la spada.

Non ci aspettavamo di avere un team così impressionante di allenatori. Ora stava a noi fare il resto e unire con la loro stessa maestria le attività con le competenze emozionali. Armati di fioretto e spada verbali non volevamo essere da meno 🙂

E così è stato. Abbiamo danzato al ritmo delle spade e degli affondi in modo sinergico:

  • la prima attività (posizione e movimenti in avanti e indietro per mantenere la distanza dall’avversario) ci ha introdotti allo stress da giudizio e alla gestione degli errori che in apprendimento accadono quando vogliamo riprogrammare le nostre abitudini: questo ci ha permesso di introdurre il tema della Self Awareness (domanda chiave: cosa provo?). Per dare forza al percorso che stavano realizzando, abbiamo chiesto loro di completare il modello PEA, scrivendo i loro Pensieri, le loro Emozioni e le Azioni che erano scaturite (sia quando fossero state efficaci sia quando inefficaci)
  • La seconda attività (gestire i riflessi, sferrare un affondo e trovare la giusta distanza) ci hanno permesso di parlare di self management (domanda chiave: che alternative ho?). Ogni sfida veniva affrontata cercando di elaborare strategie di approccio al miglioramento (emotive o razionali), al fine di realizzare un sempre più efficace colpo.
  • La terza attività (realizzare un vero duello) ha permesso al team di sperimentare l’arte di utilizzare la spada (quella di allenamento in plastica ovviamente). Vestirsi da schermidore e sfoderare la spada necessità di stile, responsabilità e concentrazione. Questi valori sono al centro della Self Direction (domanda chiave: che cosa è davvero importante?) e permettono alle persone di fare sforzi davvero incredibili e, a volte, non così prevedibili.
Formazione esperienziale al completo

Formazione esperienziale al completo

 L’atto finale

Pur avendo poco tempo a disposizione, le persone sono uscite dalla pedana con alcune scoperte personali legate al loro modo di apprendere sotto stress e di gestire le emozioni. Inoltre, hanno potuto apprezzare le possibilità che la scherma genera (se non ricordo male qualcuno ha anche ventilato l’ipotesi di iscriversi e frequentare) e le opportunità connessa con l’allenamento delle competenze dell’intelligenza emotiva.

E i trainer?

Anche i formatori, in conclusione, si sono sentiti molto felici per aver potuto dimostrare quanto la scherma regali a chi  pratica e quanto possa donare a chi decide di sperimentarla anche solamente per un evento formativo come quello proposto.

Certamente, prevedere qualche ora in più può permettere di apprezzare meglio le caratteristiche chiave  di questo sport così epico e regale.

La famiglia della Scherma del Bottagisio merita un applauso incredibile. Ci siamo sentiti parte di essa e abbiamo davvero percepito l’energia di un centro che sta dimostrando una grandissima forza umana e sportiva. Fieri di averne fatto parte. Curiosi di scoprire quanto il futuro potrà unire i nostri mondi.

Fabio

PS: ovviamente, tutto ciò è avvenuto, perché abbiamo avuto la fortuna di trovare il gradimento e il patrocinio del Presidente Campedelli che ringraziamo per la disponibilità e l’accoglienza che ci ha riservato.

#Connectance #LearningBySharing #Scherma #IntelligenzaEmotiva

Comments

comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *