Le meraviglie della Voce: un viaggio alla scoperta del tuo suono autentico

Introduzione

La voce. La tua voce. Uno strumento straordinario, intimo e potente, attraverso il quale veicoliamo non solo parole, ma anche un intero universo di emozioni, intenzioni e sfumature di significato. Fermati un istante e rifletti: qual è il tuo rapporto con la voce? Ti sei mai sorpreso, o forse hai persino provato un leggero disagio, riascoltandola registrata?

Spesso, quella voce che ci accompagna costantemente sembra quasi estranea quando la udiamo provenire da un altoparlante. Potrebbe suonarci diversa, meno gradevole di come la percepiamo internamente. Tutto ciò perché nessuno ci abitua fin da piccoli a guardarci allo specchio della propria voce.

Visivamente ci accorgiamo di cambiare. La voce invece rimane esclusa da questa continua osservazione del cambiamento che nel corso della vita avviene senza quasi accorgersene. Eppure, la voce è uno dei primi strumenti che un bambino utilizza per comunicare con il mondo. È uno dei segni di passaggio alla vita adulta. Il cambio di voce è davvero una transizione potente e spesso sottovalutata.

Questo articolo vuole essere una guida, un invito a intraprendere un affascinante viaggio nel mondo delle “Meraviglie della Voce”, traendo ispirazione dagli insegnamenti di Alessandra Battaglia (dal suo libro “La tua voce è un drago alato”).

Esploreremo insieme grazie a quest’opera le dinamiche che plasmano il suono, la modulazione e l’espressività della nostra voce: come ci risuona quando la riascoltiamo? Che effetto fa ascoltarla più volte? Riusciamo a immaginarci gli effetti che ha sul mondo intorno?

L’obiettivo di questo articolo vorrei che fosse chiaro fin dall’incipit: ispirarti a scoprire e coltivare la tua voce autentica e potenziarne la sua bellezza.

Come ci ricorda Battaglia, “registrare la propria voce ed esercitarsi con il suo ascolto è fondamentale per incontrarla, conoscerla e migliorarne l’uso”. Nel suo libro, ci guida nel farlo in modo professionale e con un approccio articolato.

Capitolo 1: Entrare in connessione con la propria voce

Il primo passo di questo percorso di scoperta è tanto semplice quanto cruciale: conoscere la propria voce “com’è oggi”. Alessandra Battaglia ci suggerisce un esercizio illuminante e che utilizziamo anche noi in aula quando facciamo attività di voice coaching:

“Registrarsi mentre leggiamo ad alta voce un breve brano. Ascoltare attentamente questa registrazione è il primo atto di familiarizzazione con il nostro suono.”

Per chi mi conosce nella versione trainer, non stupirà il fatto che io inserisca degli esercizi pratici da sperimentare. Nulla si impara solo nella teoria. Anzi, la formazione esperienziale, di cui mi avete sentito parlare in tanti articoli, parte dalla pratica, si nutre delle osservazioni (proprie o anche dei feedback altrui), si arricchisce delle teorie che aiutano a evolvere e chiude con esercizi di consolidamento.

Così vorrei fosse vissuto anche quest’articolo esperienziale. Scopri subito attraverso questo primo esercizio, dove ti trovi e che voce hai. Per questa ragione ti invito a leggere ad alta voce il seguente brano tratto dal libro di Alessandra Battaglia:

Il paese di Cuorcolle è un piccolo villaggio costruito sulla cima di una verde collina. Le case di Cuorcolle sono arroccate una sull’altra e i vicoli del paese sono stretti e ricchi di fiori colorati. Dietro le tende di alcune finestre si affacciano gatti curiosi e le persone sono accoglienti e buontempone. Nella piazza centrale c’è un piccolo forno e il fornaio è il signor Bruno. Bruno sforna biscotti e pane caldo per tutta la mattina e ogni sabato il profumo dei biscotti al cioccolato riempie i vicoli e corre giù per le stradine, attirando i bambini golosi a comprarne un sacchetto.

Dopo aver letto il brano, riascolta attentamente la registrazione. Presta attenzione al tono della tua voce, al ritmo, al volume e alla chiarezza dell’articolazione. Poniti queste semplici domande: Quali sono le tue prime impressioni? Ci sono aspetti che ti sorprendono o che vorresti migliorare?

Questa prima esperienza di ascolto può suscitare reazioni diverse. Alcuni studenti, come riporta Battaglia (e come viene fuori anche durante i nostri corsi), esclamano: “«La mia voce è orrenda», «Non sopporto la mia voce», «Ho una voce da papera», «Non mi ero mai accorto che la mia voce fosse così noiosa»”.

È fondamentale accogliere queste prime impressioni senza giudizio. Superare eventuali reazioni negative è il preludio a un percorso di miglioramento. Ricordiamo che “ciò che è nuovo può spaventare o può generare stupore e meraviglia, ma è da queste porte che inizia la conoscenza”.

La nostra voce è una parte intima della nostra identità, un tratto distintivo che ci accompagna in ogni interazione. Intraprendere questo viaggio alla sua scoperta significa iniziare un vero e proprio “incontro d’amore con la propria voce”, un dialogo interiore che porterà a una maggiore consapevolezza di sé.

Solo con la curiosità del viaggiatore può permettere lo sviluppo di un periplo dalle magnifiche scoperte.

Capitolo 2: meccaniche e potenziale della voce

La voce è molto più di un semplice strumento di comunicazione; è un ponte vibrante che connette la nostra interiorità con il mondo esterno. “Aprire una relazione con la propria voce vuol dire innanzitutto iniziare ad ascoltarla in modo attivo, attento e consapevole”.

Comprendere che la voce ha una sua “natura” intrinseca è un passo cruciale. Proprio come un musicista impara a conoscere le peculiarità del proprio strumento, così noi dobbiamo familiarizzare con le caratteristiche uniche della nostra voce: le nostre corde vocali, il nostro diaframma, il palato duro, quello molle, …

La nostra voce necessita di “nutrimento prezioso per l’orecchio e quindi per la voce”. Attraverso l’ascolto attento e la pratica costante, possiamo scoprire un potenziale vocale inaspettato, aprendo nuove possibilità espressive che forse non immaginavamo di possedere. Bisogna proprio lasciarsi stupire dalle note che siamo e saremo capaci di suonare.

Capitolo 3: articolazione, ritmo e volume

Questo capitolo si concentra sugli aspetti pratici che influenzano direttamente la chiarezza e l’efficacia della nostra comunicazione vocale.

Iniziamo dall’articolazione: una dizione chiara è fondamentale per rendere il nostro parlato limpido e facilmente comprensibile. Se le nostre parole si trasformano in un “gomitolo indefinito di consonanti e suoni disarticolati”, allora dedicare attenzione all’articolazione diventa prioritario.

Facciamo subito una prova per comprendere quanto ci viene facile o difficile articolare. Proviamo a leggere ad alta voce, registrandoci su whatsapp o sul registratore vocale questa breve frase:

“Grazie all’articolazione, la tua voce sarà più bella e tutte le parole che pronuncerai saranno più comprensibili.”

Dopo averla letta, Alessandra Battaglia ci propone esercizi mirati, come quello della sillabazione, che consiste nel rallentare la velocità di lettura e di parlato, pronunciando ogni sillaba in modo distinto.

“La sillabazione è senza dubbio noiosa all’inizio, per chi tende a parlare in modo veloce può essere addirittura frustrante, ma il risultato è davvero molto efficace”. È uno dei primi compiti di chi allena la voce. Apprendere come rendere più chiaro e fluido il parlare.

Ora, come seconda parte dell’esercitazione sull’articolazione, prova a leggere ad alta voce la stessa frase di prima, ma stavolta concentrati sulla sulla chiarezza di ogni sillaba (lettura sillabata):

“Gra-zie al-l’ar-ti-co-la-zio-ne, la tua vo-ce sa-rà più bel-la e tut-te le pa-ro-le che pro-nun-ce-ra-i sa-ran-no più com-pren-si-bi-li.”


Dopo un po’ di prove, rileggi ad alta voce la stessa frase, ma stavolta senza sillabazione e riascoltati per sentire cosa sia cambiato.

“Grazie all’articolazione, la tua voce sarà più bella e tutte le parole che pronuncerai saranno più comprensibili.”

Ora, proviamo a sperimentare un altro degli esercizi (sono tantissimi e qui ve ne sto proponendo solo alcuni che utilizzo anche io in aula). È legato al ritmo. Questa caratteristica della nostra prosodia (la melodia della nostra voce) conferisce musicalità ed espressività al nostro parlato.

Variare il ritmo, alternando velocità e pause, cattura l’attenzione dell’ascoltatore e sottolinea i punti chiave del nostro messaggio. Sapendo variare il ritmo riusciamo a dare intenzionalità al nostro parlato. È un po’ come diventare registi della nostra voce. Ciò che diciamo velocemente passa in sottofondo, mentre ciò che viene detto lentamente passa in primo piano.

Per esercitare il ritmo possiamo rileggere il primo brano inserito nella prima parte dell’articolo e pianificare le parti veloci e quelle più lente. L’idea è di dare significati diversi e percorrerli con il ritmo.

Provate a registrare le diverse forme e mentre vi riascoltate sperimentate un ascolto curioso mentre sentite come le frasi raggiungono il vostro orecchio.

In chiusura di questa sezione di esercizi, non possiamo non parlare del fattore volume. Questa caratteristica della voce gioca un ruolo significativo nella comunicazione. Imparare a modularlo ci permette di adattarci a diverse situazioni e di trasmettere sfumature di significato differenti.

Per questa esercitazione, prova a leggere la seguente frase con due volumi differenti e con un’andatura crescente:

  • Oggi ho mangiato una torta. (Leggi con un volume basso, che potremmo definire livello 2 su una scala da 1 a 5).
  • Era buonissima! (Leggi con un volume leggermente più alto, livello 4).

Adesso, prova a leggere la frase intera mantenendo i due volumi distinti, senza pause innaturali: Oggi ho mangiato una torta, era buonissima!

Questo esercizio può aiutarti a sviluppare la capacità di variare il volume della voce per dare enfasi a diverse parti del messaggio. Insieme al ritmo il volume può dare direzione al testo e creare una differenza sostanziale tra i vari messaggi che stai trasmettendo. Una parte rimarrà più sfocata e un’altra invece rimarrà nitida e farà parte dei messaggi centrali che vuoi dare con il testo.

Prova a riprendere il testo che hai usato per il ritmo, aggiungendo diversi volumi a seconda dei messaggi che vuoi che rimangano nella testa dell’ascoltatore. Sentirai che facendo esercizio tutto evolverà in modo naturale e che l’effetto della tua voce sarà sempre più tuo.

Un po’ perché ti abituerai ad ascoltarti e un po’ perché gli esercizi renderanno la tua voce sempre più piena e ricca. È qui che scoprirai anche gli effetti psicologici legati al senso di riappropriarsi della propria voce. Sarà come riconoscere un amico o un’amica dopo tanto tempo che non lo o la vediamo.

Alcuni partecipanti a volte piangono quando finalmente rientrano in contatto con questa parte profonda di sé. Non a tutti fa lo stesso effetto, ma un po’ di tristezza può emergere ed è importante non giudicarla e lasciarla fluire dentro e fuori. Lascerà una strana sensazione di benessere che poi farà da ponte sul futuro e su tutte le altre emozioni che verranno poco alla volta fuori.

Conclusione: i principali apprendimenti

Al termine di questa breve esplorazione nel mondo delle meraviglie della voce, possiamo trarre alcuni apprendimenti fondamentali (sono solo piccole parti di quanto può essere appreso leggendo il libro e facendo un percorso di voice coaching):

  • La voce come strumento di auto-conoscenza: Ascoltare la propria voce in modo attivo, attento e consapevole è il primo passo per stabilire una relazione autentica con essa e, di conseguenza, con una parte profonda di noi stessi. Il senso di tristezza è sano e ci farà da ponte sulle altre emozioni che potranno poi emergere (poi per qualcuno magari l’emozione sarà un’altra, chi può dirlo, l’importante è rimanere aperti e curiosi).
  • L’importanza dell’ascolto e della consapevolezza: “Registrare la propria voce ed esercitarsi con il suo ascolto è fondamentale per incontrarla, conoscerla e migliorarne l’uso”. La consapevolezza è la chiave per identificare le aree di miglioramento e apprezzare le nostre unicità vocali.
  • Il potenziale di crescita e miglioramento: La voce non è un’entità statica; con la pratica e la dedizione, possiamo scoprirne nuove sfumature, migliorarne il suono, la modulazione e l’espressività, arricchendo così la nostra capacità comunicativa.
  • La connessione tra voce e benessere personale: Una dizione chiara e un controllo consapevole del volume e del ritmo non solo migliorano la comunicazione, ma contribuiscono anche a una maggiore sicurezza in sé stessi e a una sensazione di chiarezza interiore.

Questo è solo l’inizio di un viaggio affascinante. Continua ad esplorare la tua voce, ad ascoltarla con curiosità e apertura, e scoprirai un mondo di potenzialità espressive che ti sorprenderanno. Spero tra breve tempo di aggiungere alla letteratura dedicata a questo tesoro (la voce) anche un altro testo che abbiamo scritto a sei mani.

Si tratta di un testo che racchiude tutta l’esperienza raccolta negli anni su questo bellissimo tema. Spero possa aggiungere altri esercizi che serviranno per aggiungere ulteriori variazioni al nostro eloquio. Affronteremo un modello a 4 tempi che renderà facile la sua applicazione a qualunque genere di messaggio:

  1. Apertura e connessione con l’altro (voce Aria)
  2. Domande e condivisione di riflessioni (voce Acqua)
  3. Argomentazioni e concetti chiave (voce Terra)
  4. Chiusura e creazione di impegni comuni (voce Fuoco)

4 fasi per 4 voci. Ognuna con un suo potenziale incredibile quando utilizzata in modo autentico e coerente con il messaggio che vogliamo far arrivare all’altro.

Nello specifico, il libro si orienterà agli allenamenti utili all’uso della voce in diversi ambiti:

  • Nell’insegnamento,
  • Nella comunicazione, nella vendita e nel parlare in pubblico,
  • Nella genitorialità,
  • Nei podcast,

Come potete vedere l’applicazione delle tecniche vocali è infinito e riguarda ogni area della nostra vita. Non vedo l’ora di potervelo presentare. Stay tuned.

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