Introduzione
Oggi vorrei portarvi all’interno delle pagine di un libro molto coinvolgente che riesce a combinare umorismo e introspezione in modo magistrale: “Mister Dammitempo” di Mike Gayle. La vita di Ben Duffy, un aspirante attore comico innamorato della splendida Mel, sembra scorrere liscia come l’olio finché due parole non la sconvolgono completamente: “Allora, sposiamoci”.
Da quel momento, il mondo di Duffy viene messo sottosopra. Mentre cerca di destreggiarsi tra l’amore profondo per Mel e il terrore paralizzante del matrimonio, un ultimatum mette tutto in discussione: o si impegna seriamente o rischia di perdere l’amore della sua vita.
Riuscirà Duffy a confrontarsi con le sue paure più profonde e a crescere, oppure il suo desiderio di libertà lo condurrà a una solitudine inaspettata?
Riuscirà Mel a scoprire un modo per sposarsi senza avere il dubbio inconscio che ci siano dei cliché familiari e sociali nella sua decisione?
Con il suo stile unico, Gayle ci porta in un viaggio emozionante dove ogni pagina può nascondere la chiave della felicità o il preludio di un addio. Questo libro è una lettura imperdibile per chi ama le storie coinvolgenti e ben scritte. È una narrativa leggera, emozionale, toccante. Ammetto, mi sono commosso più volte.
Quest’opera può scavare dentro e far riflettere all’improvviso. Così, di punto in bianco, ti trovi a pensare a ciò che hai fatto, a ciò che stai facendo e a ciò che farai, mettendo sulla bilancia cose che prima non stavi considerando.
Mentre leggi le parole dell’autore, infatti, ti rendi conto di ciò che vuoi da una relazione, da te stesso in una relazione (poi magari anche dall’altro, tempo al tempo). Scopri così l’impossibilità di alcune formule relazionali. Non si può vivere in modo indipendente. Percepisci l’assurdità di una dipendenza totale.
In questo modo si Inizia a comprendere il fattore chiave dell’interdipendenza. Forse, questo libro è solo un modo diverso per affrontare quel che Covey ci raccontò nel suo libro “Le 7 regole per avere successo”.
L’unico modo per stare insieme in casa, in azienda, in comunità è … imparare a essere interdipendenti. Per realizzare questo scopo serve comprendere i confini della dipendenza, quelli dell’indipendenza e trovare una via maestra nella capacità di sfruttare le qualità di entrambe all’interno dei sistemi complessi in cui viviamo (famiglia d’origine, coppia, coppia con figli, collaboratore, responsabile, …).

Un po’ della storia senza spoilerare nulla di importante
Duff e Mel sembrano lontani dalla nostra normalità, vivono insieme solo saltuariamente, perché la loro vita è perfettamente indipendente. Ognuno ha una propria casa, Duffy vive addirittura con un coinquilino.
Sono giovani è vero, ma hanno già 28 anni per cui sono vicini a quel momento particolare in cui scattano i sensi di urgenza. La pressione sociale spinge le coppie a trovare un modo per dare forma concreta ai rapporti: convivenza, matrimonio, figli.
Duff e Mel si trovano proprio in questo momento di passaggio, ma lo vivono in modo diametralmente opposto. Nel senso che rappresentano gli estremi che ciascuno di noi vive nelle relazioni che costruisce.
Uno dei due vuole far evolvere il rapporto perché sente la spinta a sistemarsi, mentre l’altro cerca di rimanere in questo strano equilibrio che funziona e non comprende questa necessità di cambiare le cose.
Qualcuno potrebbe domandarsi dove sia l’amore. È più vicino a chi vuole sistemare le cose, dare una forma concreta o è più vicino a chi non vuole cambiare nulla per mantenere il bello che c’è?
Entrambi si amano, ma hanno parole e forme diverse per dimostrarlo. Probabilmente, le due educazioni che hanno ricevuto sono diametralmente opposte e questo rende più forte la distanza. Come decidere cosa sia giusto fare? Esistono dei criteri giusti?
È per questi interrogativi che fa nascere dentro che credo sia metaforicamente un ottimo manuale di scoprire quel che davvero significhi vivere in coppia. Sulla carta tutto è semplice, ma poi … tutto si complica quando all’interno delle 4 mura familiari escono fuori i cliché della nostra famiglia d’origine.
Fino a un secondo prima, pensavamo di averli superati. Di essere diversi dai nostri genitori. Di aver odiato quelle abitudini. Di non esserne stati contagiati. Poi arriva la persona giusta (per la vita o forse per quel momento in modo da smascherare i nostri punti deboli) e tutto viene messo in disordine.
Preparati a scoprire se Duffy troverà il coraggio di affrontare il suo peggior incubo – o se il per sempre rimarrà solo un sogno irraggiungibile e se Mel saprà, anche lei, trovare la propria strada al di fuori dei cliché e delle abitudini della propria famiglia.
Vita e scelte consapevoli
Fa sorridere come tutto davvero nasca grazie a una frase. Una singola frase che rompe tutti gli equilibri. Ben Duffy era seduto sul divano accanto a Mel, mentre la televisione mandava in onda Star Trek. Una serie TV che avevano visto tante volte.
Quell’episodio in particolare lo conosceva a memoria. Avevano deciso dall’inizio della loro relazione di inserire poche chiare regole nel loro rapporto di coppia. Una di queste era l’uso del telecomando sul divano. Lo scettro era di Duff e questo fatto in 4 anni non era mai stato messo in discussione.
Mel, però, quella sera, spense la TV e lui si innervosì parecchio. La regola era stata violata e Duff non ne comprendeva le ragioni. Era lui a utilizzare quello scettro mentre stavano “addivanati”. Era lui che poteva spegnere la tv o cambiare canale. Perché quel comportamento “eversivo”?
Quest’azione improvvisa fece irrigidire Duffy. Nonostante la sua calma apparente, si sentiva irrequieto e aspettava fa Mel una spiegazione. “Cosa sta facendo?” pensò Duffy, cercando di mantenere un’espressione neutra.
All’inizio, pensò che Mel, forse, volesse solo sedurlo. Era un tentativo di allontanare il fastidio che quel gesto aveva scatenato. Mel, invece, lo guardò dritto negli occhi, senza battere ciglio. Non voleva dire nulla, perché sperava che Duffy capisse da solo l’importanza del momento.
Ma quando lui non parlò, continuando a guardarla con aria interlocutoria, lei sospirò e si appoggiò allo schienale del divano, incrociando le braccia. Il silenzio tornò a riempire la stanza, denso e palpabile.
Così, Mel iniziò a parlare. “Duffy,” iniziò Mel con voce calma ma decisa, “ho pensato molto a noi due. A dove stiamo andando.”
Duffy rimase in assoluto silenzio, sentiva la pulsazione aumentare. Non sapeva cosa dire, temeva quello che stava per venire fuori dalla bocca della sua bellissima e fantastica dolce metà.
“Da quant’è che stiamo insieme?”.
“Da quattro meravigliosi anni. Non sono poi molti …”
Da questo dialogo nascono le due parole chiave “Allora, sposiamoci” che fanno saltare il banco di una coppia che all’apparenza sembra felice, ma che sotto sotto vive quella felicità in modo totalmente differente.
Duff e Mel devono decidere come affrontare questo momento e decidere che strada prendere. Insieme o separati. Il problema è che entrambi si amano e per quanto da fuori sembri difficile da credere si amano tantissimo.
È più facile dire che non ci si ama abbastanza, piuttosto che affrontare le proprie paure, il proprio passato, i propri scheletri nell’armadio. Ma questo libro ci dimostra con leggerezza che invece è l’unica cosa da fare per giungere a una conclusione che non sia trappola per nessuno dei due.
Lascio il resto dei dettagli della conversazione e della storia a chi deciderà di sfogliarlo e farsi rapire.
Cosa mi porto a casa
Credo che un momento come questo sia con gradazioni differenti stato vissuto da tante persone. Non siamo abituati a guardare i nostri scheletri, le nostre abitudini profonde, i nostri baratri che ci condizionano senza nemmeno avvisarci.
Questo libro aiuta tanto a vederli. Basta immedesimarsi in entrambi i protagonisti. Entrambi, infatti, inizieranno un proprio viaggio evolutivo e saranno costretti a guardarsi davvero allo specchio, soffrendone, ma prendendo finalmente in carico la propria vita, distinguendola da quella della propria famiglia di origine.
Non parlo di fare scelte totalmente diverse. Intendo fare scelte consapevoli e frutto dei propri valori personali. Di ciò che è veramente importante per noi.
Un p’ come nel film Matrix, dobbiamo scegliere se prendere la pillola rossa o quella blu.
Tu quale hai scelto? Te ne sei accorto di aver scelto? O ti sei lasciato trascinare da ciò che accadeva?
Non sempre è bello e rilassante decidere, perché ogni decisione consapevole ha tantissimi costi che non conosciamo. Però, è incredibile la potenza del risultato che possiamo ottenere.
Per tutte queste ragioni credo che leggere questo libro sia un modo differente per fare un percorso di evoluzione personale nella coppia. In alcuni momenti parteggeremo per una Duff, in altri momenti per Mel. Domandatevi perché. Cosa vi fa stare da quella parte?
Sono queste riflessioni che ci vengono da dentro a generare nuovi punti di vista e a farci crescere come persone. Certo, potremo scoprire di aver fatto degli errori (ma dentro lo sapevamo già) oppure comprendere che intrapreso inconsapevolmente la strada giusta.
In entrambi i casi, ne usciremo cambiati in meglio e tutto grazie a una storiella. Una semplice storiella. Ma lo sappiamo bene, le storie, da che mondo e mondo, fanno questo, ci trasformano e ci permettono di evolvere, perché allargano la nostra percezione dei mondi possibili.
Fatemi sapere cosa ne trarrete voi e datemi come sempre feedback. Anche perché anche le vostre storie personali possono farmi evolvere come quelle dei libri che di volta in volta vi propongo.
