Le vie del vento sono infinite

a uscire quando voglio, quando ne ho le forze.

Ecco svelato perché leggo molti libri. Sono una continua riparazione di me. Curano la mia sensibilità. Sono consapevole del mio errare, viaggiare e sbagliare. I libri mi aiutano a tenere i cocci insieme e a recuperare i contenuti che ho perso e che invece ho bisogno e voglio tenere insieme a me.  

Sono davvero L’oro a darmi una grande mano.

Perché oggi

Le vie del vento, tra tanti che ho riletto nella vita, è stato sempre un percorso circolare, a spirale. Mi ha fatto scoprire l’amore (immaginato) a 13 anni, quando ancora avevo tanto da scrivere. Mi ha fatto amare il mio fantoccio interno a 30, dandomi la forza di sperimentare l’ignoto senza percepire la paura.

Mi ha fatto sentire importante a 43 quando mi ha ricordato che la paura è parte della vita e che si può imparare a viverla, cambiando. E mi ha stupito, oggi, perché mi ha raccontato che quel bambino che si trasformava sul traghetto ancora esiste e fa parte di me con le sue paure e le sue goffaggini.

Forse è colui che sta scrivendo questo articolo. Solo che ha meno paura di prima e può permettersi uno spazio dignitoso nella mia vita.

Sicuramente, Le vie del vento mi ha insegnato e continua a insegnarmi che per vivere bisogna lasciar andare. Essere curiosi, mai smetter di navigare. Il cambiamento può avvenire anche quando sembra che tutto il mondo ci sia contro. Anche se i bisbigli di un intero paese sembrano soffiare al contrario.

Continuare a seguire le vie del vento può liberarci facendoci risalire anche quando i venti sono opposti. A volte servirà andare a zig zag, altre volte bisognerà cambiare strada e lasciarci andare alla corrente. Allontanarci per un po’ da dove volevamo andare. Non significa non lottare.

Vorrei solo imparare a lottare non per una meta, ma per trasformare i venti in amici. Saper leggere i venti ci può aiutare ad arrivare dovunque, navigando ogni tipo di emozione, sperimentando ogni direzione. Mentre una meta per quanto importante è solo un pezzo del vaso. Non è il vaso intero e nemmeno la metà.

Magari sarà anche il pezzo più importante, ma da solo non sarà bello né funzionale. Unito, invece, grazie a dei collanti color oro diventerà parte di un oggetto unico indimenticabile che è la nostra vita. Quindi, impariamo a leggere i venti.

A leggere le vie del vento. Grazie zia Brunella Gasperini. Non ti ho mai conosciuto, ma mi sembra di conoscerti da sempre. Dedico questo libro ai papà che possono insegnare ai bambini e alle bambine l’importanza di vivere emozioni e la profonda arte di essere sensibili.

Sapere che anche tu hai la tua parte bambina da proteggere, può aprire il cuore ai nostri cuccioli e alle nostre cucciolotte. Li farà sentire accolti anche quando soffriranno e si sentiranno strani e diversi. Lo sviluppo sappiamo bene è un passaggio che spesso fa stare scomodi.

È il momento dove si impara a rimettere insieme i cocci. Sapere che ci siamo già passati anche noi più e più volte aiuta, perché ci rende autentici, ci rende reali. Ci rende speciali come le ferite che ci hanno generato. Pe qualcuno quello che ho scritto sarà un linguaggio strano.

Per altri sarà scontato. Per me è solo ciò che provo e che spero di trasferire quanto più possibile non mio mondo di lettori e lettrici. Anche se non sembra vero, perché non ce lo diranno mai apertamente, quando ci dimostriamo vicini e attenti, non giudicanti, accoglienti, magari con in mano un libro, tutto sarà più facile per loro.

Il libro è un simbolo di pace, di profondità, di apertura. Con un libro in mano il gioco del cambiamento comincia. I libri, tra l’altro, possono rendere liberi (libri con l’aggiunta di una e) molto più di un telefonino o di un social network.

È nostro compito farlo comprendere a chi vogliamo bene, anche se non sempre il messaggio arriva nel momento in cui lo spediamo. Più volte, mi sembra più simile al messaggio inserito in una bottiglia scagliata in mare. Prima o poi arriva.

Buona festa del papà.

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