Le donne non parlano di soldi … ma dovrebbero!

Introduzione: Donne e Economia – Un Dialogo Necessario

Grazie Azzura Rinaldi. Per quanto non condivida ogni tuo punto di vista. Credo sia un ottimo libro su cui riflettere. Ma questo è il bello della diversità di pensiero, credo. Questo libro mi ha dato accesso a tantissimi punti di vista non così scontati. Questo è quello che trovo entusiasmante.

Peccato cali l’entusiasmo e quasi anche il sipario non appena riflettiamo sul fatto che non dovrebbero essere punti di vista così nuovi. Da anni parliamo di diversity e inclusion e ancora ci sono temi che non sono stati oggetto di discussione e ancor meno di correzione.

In questo libro, infatti si parla di soldi e di donne, un tema che sembra quasi un tabù. Infatti, “Le signore non parlano di soldi” di Azzurra Rinaldi rompe finalmente questo silenzio. Il libro apre una finestra sul mondo dell’economia dal punto di vista femminile, un angolo troppo spesso ignorato.

Qui, Rinaldi non solo solleva problemi reali, tangibili, citando fonti autorevoli, ma ci invita a riflettere su come la parità di genere nell’economia possa arricchire la società nel suo insieme. Parliamo di PIL perso a causa di queta iniquità. Parliamo quindi di soldi che potrebbero entrare in un’Italia che arranca e che potrebbe rinascere grazie a una maggiore presenza di donne nel mondo del lavoro e dell’imprenditoria.

Provo a fare una sintesi di ciò che mi è rimasto e che credo possa essere utile a chi vuole entrare all’interno di un argomento come questo con sana curiosità.

Capitolo 1: La Disparità Economica di Genere

Uno dei temi principali è il gender pay gap. Non è solo una statistica noiosa, è una realtà che tocca le vite di tantissime donne ed è interessante indagarne le ragioni principali. Azzura Rinaldi ci porta così in un viaggio attraverso storie e dati, svelando come le donne spesso fanno più e guadagnano meno.

Un motivo importante è legato al ruolo che la società dà alla donna: il lavoro di cura. Un lavoro importante che si sostituisce a quello che dovrebbe essere fatto dagli enti preposti alla cura di soggetti fragili. Paghiamo l’INPS per qualcosa?

Purtroppo questo lavoro di cura non è retribuito. Non è per niente retribuito. Non è assolutamente retribuito e colpisce solo ed esclusivamente le donne. Mi scuso in anticipo se ci fossero uomini che lo fanno e che mi stanno leggendo. In questo momento, serve denunciare un problema sistemico e le eccezioni si sa non fanno numero.  

Questo è un capitolo importante di questa storia, spesso invisibile ma fondamentale per l’economia globale. È tutto lavoro che andrebbe retribuito in qualche modo e soprattutto dovrebbe essere a carico della società e non della donna.

Capitolo 2: Donne nel Mondo Economico

Ora, proviamo a entrare nel mondo del lavoro, immaginiamo di entrare insieme in una stanza piena di uomini in giacca e cravatta e di essere soli, unici quasi numeri primi. Questo è spesso il mondo del lavoro per le donne in certi settori.

Azzurra Rinaldi ci mostra come questo scenario sia non solo intimidatorio ma anche pieno di pregiudizi e barriere. E ovviamente non è la giacca e la cravatta a determinare questa forma sottile di intimidazione. Proviamo a metterci nei panni di una donna in un ambiente simile. Mettiamo che provi anche a essere in disaccordo con uno degli interlocutori maschietti. Che succede?

In tante occasioni, mi è stato raccontato che l’uscita infelice è dietro l’angolo. Una delle più recenti che mi hanno condiviso è: “Signorina, ci racconti perché non è d’accordo”. Tutto ovviamente raccontato in modo irridente e valutativo. Cosa avreste risposto voi? Come vi sareste comportati?

Non credo ci sia un’unica soluzione, magari qualcuno risponde in modo secco e chiede di essere chiamata con il proprio nome, altre persone fanno finta di niente e incassano il colpo, altri giocano con ironia, dicendo: “Sarebbe bello essere ancora signorina 😊”. Non so quale sia la soluzione giusta, ma …

Gli altri spettatori non paganti della riunione dove sono? Perché non sono intervenuti? Perché lasciano che ci sia questo atteggiamento violento? Ecco qui i “bystanders” raccontati amabilmente da Riccarda Zezza nel suo libro C(u)ore Business.

Noi uomini in particolare, non possiamo più stare fermi davanti ad atteggiamenti di violenza di ruolo. Non è violenza fisica, non è violenza verbale, ma è comunque un modo sottile per abbassare il ruolo dell’altro. E tutto solo perché ha avuto il coraggio di … avere un’opinione diversa. Pensate un po’ che affronto.

Fortunatamente, nella mia esperienza personale esistono diversi casi di aziende in cui non è più così. Luoghi in cui la parità, l’equità, l’inclusione e la diversità sono davvero valori concreti. Quindi c’è anche speranza: ci sono storie di donne che rompono questi schemi e aprono la strada a un futuro più equo e noi vogliamo vederne sempre di più.

Capitolo 3: Verso un’Economia Femminista

Un altro aspetto che mi ha colpito tantissimo è legato al ruolo della donna in economia. Conosciamo, purtroppo, il ruolo degli uomini. Ci hanno fatto studiare mercati ideali, dove l’uomo è economicus e prende decisioni egoistiche per se stesso. Libri e libri di roba che sembra seria, ma che si scontra con … La realtà.

L’uomo non è così bravo a prendere decisioni oggettivamente valide. E la donna in questo scenario di possibili sbagli, sembra ne faccia meno. Così, Azzurra Rinaldi inizia a identificare la possibilità di una economia femminista.

Cosa significa in concreto avere un’economia femminista?

Azzurra Rinaldi ci propone un modello economico che valorizza il contributo femminile in tutti i suoi aspetti, non solo quelli monetari. Qui, si parla di empatia, di collaborazione e di un modo di fare economia che guarda al benessere collettivo, non solo al profitto.

Le donne prendono spesso migliori decisioni statisticamente significative nell’ambito delle scelte economiche e finanziarie. E tutto ciò tenendo sempre a mente il benessere collettivo e delle persone più deboli. Beh la loro dote di sensibilità favorisce una carica di empatia maggiore mediamente di quella maschile.

Ma torno sul punto chiave. Prendono decisioni economico-finanziarie migliori. Non male per essere donne no? Direbbe l’uomo macho che è in me 😊

Capitolo 4: La potenza della sorellanza

Un ulteriore punto chiave del libro è l’importanza del concetto di Sorellanza. Non significa solo supporto tra donne, ma una profonda connessione che trascende i confini personali e professionali, creando una rete di solidarietà e mutuo aiuto.

Ci sono diversi elementi che possono emergere grazie alla forza del sentirsi sorelle e unite:

Empatia e Collaborazione: La sorellanza implica l’empatia e la collaborazione al posto della competizione. Azzurra Rinaldi evidenzia come queste qualità possano trasformare il posto di lavoro, rendendolo più inclusivo e sostenibile e a misura di tutti. Uomo compreso 😊

Mentorship e Crescita Professionale: La sorellanza può manifestarsi anche attraverso il mentorship, dove le donne esperte, sorelle grandi, guidano e sostengono quelle più giovani o meno esperte nelle loro carriere. Questo scambio non solo aiuta individualmente, ma promuove anche una cultura lavorativa più equa.

Combattere la Discriminazione: Insieme si può ed è più facile. La sorellanza funge da baluardo contro la discriminazione di genere. Con il sostegno reciproco, le donne possono affrontare meglio le sfide professionali e personali, contrastando gli stereotipi e promuovendo la parità di genere. La sorellanza attiva anche le donne che spesso assecondano gli stereotipi classici più diffusi. Per esempio, spesso non negoziano nelle trattative di assunzione il proprio stipendio o non chiedono aumenti. Discutere del proprio valore personale e professionale può fare la differenza per dare empowerment a tutte le persone che devono negoziarlo con il mondo che le circonda.

Rete di Supporto: Al di là del mondo del lavoro, la sorellanza si estende nelle comunità, offrendo una rete di supporto nelle questioni di salute, benessere, e diritti civili. Questa solidarietà è fondamentale per il progresso sociale e la lotta contro le ingiustizie. Dovrebbero tra l’altro unirsi con la fratellanza per determinare una vera e propria integrazione. Una sorta di SorFratellanza.

Il Potere del Numero: La sorellanza sottolinea l’importanza dell’unità. Quando le donne si uniscono, il loro impatto sulla società e sull’economia si amplifica, sfidando le strutture di potere esistenti e promuovendo il cambiamento. Un cambiamento che può avvenire come sostengono le principali teorie della comunicazione grazie al raggiungimento della massa critica di comunicazione.

La sorellanza, come proposta da Rinaldi, risulta così non solo un concetto ideale, ma una strategia pratica e potente per il progresso delle donne in tutti gli ambiti della vita. Attraverso il sostegno reciproco, le donne non solo avanzano individualmente, ma elevano l’intera società verso un futuro più equo e inclusivo.

Conclusione: Empatia e Azione per il Cambiamento

È giunto il momento di condividere cosa mi porto a casa da questo libro. “Le signore non parlano di soldi” non è solo un libro, è un invito all’azione. Azzurra Rinaldi ci sprona a guardare oltre i numeri e a capire come le nostre scelte economiche influenzino la vita di ogni giorno.

È un richiamo a unire le forze, uomini e donne, per costruire un futuro economico più giusto e inclusivo dove l’equità sia la migliore scelta per il benessere di tutti. Uomini, donne, ma non solo. Insieme si può e serve solo cercare di lavorare sulla consapevolezza e combattere perché il sistema ci ascolti e ci renda giustizia.

Paghiamo le tasse? Paghiamo l’INPS? Bene è ora che questi soldi siano investiti a livello sistemico per garantire equità. Le famiglie con in arrivo un bimbo, quelle che hanno ancora i cuccioli in allattamento e anche quelle che hanno i piccoli ancora a scuola ma fino alle 16 (o peggio fino alle 13) devono poter sentire il supporto dello Stato.

Solo così, per me, uomini e donne potranno sentirsi uguali. E solo così anche le persone single non si sentiranno libere e potranno non sentirsi cadere addosso quel che chi ha famiglia con prole ancora piccola non può fare.

Grazie Azzurra per gli insight che mi hai fatto avere. Servono libri così per cambiare il mondo. Serve parlarne e spero che anche questo articolo possa dare una mano.

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